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Formazione della Lingua Italiana
e Dialetti
Conferenze del professor Carlo Cecioni


Una meraviglia la conferenza di Carlo sulla formazione della Lingua Italiana che, a partire dal Latino scritto e parlato antico, con riferimenti storici all’Impero Romano interessantissimi, compresa la lezione sulla Dacia, arriva fino agli albori della lingua italiana. Carlo ci ha parlato degli scritti e dei graffiti rinvenuti a Pompei, una vera miniera d’oro: di pensiero dei Romani antichi. Un piacere ascoltare la relazione e il confronto del sistema delle vocali della lingua latina con quelle della lingua italiana, così come si formano nel palato, vocali palatali, fonemi, dittonghi. Poi Carlo ci ha parlato del progredire della Lingua Latina e dell’influsso degli avvenimenti storici sulla lingua stessa fino al 1300, quando, sotto il pensiero illuminato di Federico Secondo nasce, con i poeti della Scuola Siciliana, una forma nuova di lingua ma, impariamo, che la vera svolta dal punto di vista della lingua avviene con Dante e i Poeti del Dolce Stil Novo che cantano l’amore angelicato, necessario per arrivare a Dio, emozionanti alcune poesie declamate da Carlo. Ora, confortati dal Maestro Carlo per le Lacune Linguistiche accumulate nel tempo, siamo pronti per la seconda conferenza sui Dialetti, solo in toscana ne abbiamo 10, per Carlo questo è un bene, nella diversità non nell’omologazione sta la bellezza, e qui ci sarà da divertirsi parecchio. Carlo Grazie del tuo pensiero illuminato che hai messo a nostra disposizione nella conferenza sulla formazione della lingua italiana con una ricchezza di particolari lucidissima, credo di poter dire anche a nome di tutti i presenti che, la tua conferenza è stata una Prece come lo è la lingua italiana che amiamo, chissà se avrò capito la lezione.


Compagnia della Santissima Annunziata
venerdì 27 ottobre 2017

Conferenza sui Dialetti
del professor Carlo Cecioni, 24 novembre 2017


Conferenza del professor Carlo Cecioni sui Dialetti, del 24 novembre 2017

Il divertimento era atteso considerato l’argomento della conferenza di Carlo: i dialetti. Ma la realtà ha superato la più rosea delle previsioni, il dialetto fiorentino è spettacolo per sua natura. Si è parlato del risanamento di Firenze dal punto di vista urbanistico, svoltosi nella seconda metà dell’ottocento, che ha liberato la Piazza della Repubblica all’attuale splendore, con la colonna dell’abbondanza ancora al centro della Firenze Romana, realizzata all’incrocio del Cardo e del Decumano con funzioni propiziatorie del benessere della città, delizioso apprendere i particolari della Firenze Romana. Ma la critica dei fiorentini, sempre presente e immutabile nel tempo, sarcastica , qualche volta quasi feroce, priva però della cattiveria che viene dal dentro, si è subito abbattuta sulla Piazza della Repubblica ristrutturata: c’erano posizionate in alto sull’Arco di Trionfo tre statue a simboleggiare l’Italia , l’Arte e la Scienza, furono subito ribattezzate una la Starnotti, molto nota per le sue caratteristiche retrostanti, una la Cipischieni e l’altra la Trattienghi: erano tutte prostitute dell’epoca. Qui i fiorentini si sbizzarrivano con la fantasia più creativa, ma non tutto si può scrivere.

Poi tutti i detti fiorentini, con la spiegazione piacevolissima dei motivi sottostanti, roba da sbellicarsi dal ridere, ne cito solo qualcuno, mi riprometto però di pubblicare gli appunti della conferenza di Carlo.

- Fare I’ gguadagno di Llica
- Lavorà ppe i’ SSussi
- Ummi in c.., è disse i’Ppitti a i’ ggranduca
- Tu stà meglio di’ sso Pompeo
- T’a’ fatto come la gallina di’ Nnepa, l’andò via bianca e lla tornò nera
- Tu mmi pari la vecchina dell’aceto
- Fare come la gatta di Masino
- Tu sse più sudicio di ccoco Lèzzone

E così via ridendo e ridendo.

Poi la ciliegina sulla torta, Carlo sfodera Curzio Malaparte con tratti dai Maledetti Toscani, qui ci invade la consapevolezza della tradizione toscana che si perpetua nel tempo e nelle persone, ma soprattutto ci invade la fierezza di essere Fiorentini. Grazie Carlo delle meraviglie storiche della città che ci hai rivelate, delle cose bellissime che ci hai dette sui dialetti, ma ora già fremiamo per la prossima conferenza che ci arricchirà ancora della bellezza di Firenze e della sua lingua.

Compagnia della Santissima Annunziata, venerdì 24 novembre 2017